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RIPARTE L’OPPOSIZIONE, E RIPARTE IL SITO
Giovedì mattina, a partire dalle h 11.30 e a largo Chigi, davanti l’ingresso di palazzo Chigi, in occasione della prima riunione del consiglio dei ministri del governo Berlusconi alla ripresa dei lavori, dopo la fine delle vacanze, una rappresentanza di Rifondazione comunista protesterà, organizzando un pacifico sit-in, contro il governo delle destre per tre motivi.
Per dire NO a una legge-truffa, quella che il governo prospetta di approvare per le elezioni europee, visto che prevede l’abolizione delle preferenze (e cioè della libera e democratica possibilità di scelta da parte dei cittadini in merito agli europarlamentari da eleggere) e l’introduzione di una soglia di sbarramento che, distorcendo il sistema proporzionale in uso per le elezioni europee dalla prima volta che si è votato per il Parlamento europeo, soglia di sbarramento che ha l’unico scopo di espellere dall’Europarlamento la voce, le posizioni e le battaglie della sinistra italiana.
Per dire NO a un federalismo egoista, quello che si va delineando all’interno della riforma federalista propugnata dal governo delle destre. E per dire NO all’aumento indiscriminato di prezzi e tariffe che stanno colpendo in modo indiscriminato e micidiale i lavoratori e i pensionati italiani, aumenti indiscriminati contro i quali abbiamo già proposto e continuiamo a proporre il blocco di prezzi e tariffe.
Per questi motivi chiediamo a tutti i cittadini di partecipare alla nostra mobilitazione e invitiamo a fare altrettanto le forze politiche, sociali e sindacali democratiche che hanno a cuore le sorti della democrazia e della rappresentanza nel nostro Paese.
Haidi Giuliani - Lettera a Rifondazione
9 Agosto 2008
Cara Rifondazione,
forse è corretto che io ti scriva le ragioni per cui mi trovo ad avere la tessera n° 041204. “Al cuore non si comanda”, ha scritto Lidia Menapace chiedendo l’iscrizione al partito. Il mio cuore, in realtà, è sempre stato un po’ anarchico, più a suo agio nelle piazze e tra i movimenti che in una struttura organizzata. Perciò chi mi conosce, quando dico che anch’io mi sono iscritta, mi guarda con sorpresa. E’ una decisione maturata da qualche tempo ma per chiedere la tessera ai compagni e alle compagne di quello che da sette anni è di fatto il mio circolo, ho preferito aspettare la fine del congresso: infatti, pur avendo assunto chiaramente posizione nel dibattito tra le mozioni, riconoscendomi nella prima, non volevo che la mia iscrizione potesse apparire in alcun modo una scelta “contro” mentre vuole essere decisamente “per”. C’è chi dice che non è possibile risolvere la crisi della sinistra con un partitino che raccoglie i cocci di altri precedenti, ma io sono una vecchia maestra abituata a lavorare partendo dai dati reali e non mi pare che ci siano in giro molte forze attualmente impegnate ad arginare la gravissima deriva di destra. C’è chi auspica un vasto ed eterogeneo movimento di forze autorganizzate, me lo auguro anch’io ma nel frattempo ho letto dichiarazioni su quanto è bello il nucleare, ho visto arrivare i soldati nelle vie delle città, tanto per fare due esempi, senza un’ombra di opposizione, essendo in quei giorni il Prc chiuso nelle sue stanze, impegnato a discutere del proprio futuro; menomale che sulle impronte dei bambini rom si è mobilitata l’Arci e ha fatto qualche dichiarazione la chiesa, altrimenti sarebbero passate sotto silenzio anche quelle. E poi c’è la guerra, con le sue stragi; e la guerra quotidiana del lavoro, con i suoi morti; e la guerra della fame, con i suoi annegati; e la guerra della disinformazione, che uccide i cervelli, e davvero non si può aspettare, non dico un mese ma neppure un minuto di più, per rimboccarsi le maniche e andare tra la gente e lavorare a risvegliare coscienze. Così mi sono iscritta, da sinistra e dal basso che più in basso non si può; anche perché, ora che pare non vada più di moda, ora che più di qualcuno ci considera una specie in via di estinzione, mi piace vedere scritta vicino al mio nome la parola ‘comunista’.
Haidi Gaggio Giuliani
STANNO CONDUCENDO RIFONDAZIONE IN UN BARATRO.
IN CALABRIA VORREMMO UN PARTITO DIVERSO
Vi proponiamo la lettura di due lettere di compagne/i calabresi sul rientro del Prc nella giunta Loerio (Liberazione del 08-08-2008).
In Calabria vorremmo un partito diverso
Cara “Liberazione”,
il presidente Loiero, per quanto riguarda i compagni sottoscrittori della presente nota, può veramente fare a meno di sprecare energie per «battersi per convincere” qualche «componente del partito a cambiare idea”: noi, compagni e compagne del Prc che abbiamo aderito al documento Vendola, concordiamo con le affermazioni del nostro segretario nazionale e dichiariamo tutta la nostra ferma contrarietà all’ingresso di Rifondazione nella Giunta regionale calabrese. Noi sì ci batteremo con forza, insieme ai tanti compagni che fanno politica in modo disinteressato, per la costruzione di un partito diverso dagli altri, svincolato dalle logiche della gestione del potere e delle clientele e scevro da atteggiamenti di ricerca di sistemazioni personali e di gruppo, considerando prioritaria la questione morale che grava sul centrosinistra calabrese come un macigno. Un partito tutto proteso a battersi in difesa dei cittadini vessati dalle cricche e dalle caste, cui sono organici tanti che oggi governano la nostra regione, ed impegnato a lottare per il cambiamento reale ed il miglioramento collettivo delle condizioni di vita e di lavoro dei calabresi tutti, senza distinzioni tra province di serie A ed altre di serie B.
Santo Scalise, assessore provinciale Crotone - Francesco Gaudio, capogruppo Comune di Cosenza - Calaminici Vincenzo, segretario Petilia Policastro - Giovanni Scordamaglia e Marinella Ierardi, cpf Crotone - Domenico Dima, consigliere provinciale Crotone - Sergio Arena, consigliere provinciale Liberassociazione Sinistra Europea Crotone - Giuseppe Bevilacqua, cpf Crotone - Domenico Gradia, segretario circolo Crotone - Marcello Sbarra, cpr - Giorgio Liguori, commissione regionale Sanità -Raffaele Arena, cpf Cosenza - Luigi Ferraro, cpf Cosenza - Giuliano Ricca, direttivo “F. Gullo” Cosenza - Alessandro Iantorno, presidente Collegio Garanzia “F.Gullo” Cosenza - Edoardo Simonetti, presidente Collegio Garanzia “G.Mazzotta” Cosenza
Stanno conducendo Rifondazione in un baratro
Cara “Liberazione”,
qualche settimana fa, durante la convulsa fase congressuale, alcuni dirigenti calabresi del Prc accusarono Paolo Ferrero ed altri firmatari del documento n. 1 di “para-leghismo”. Non accettavano che qualcuno potesse immischiarsi negli “affari” del partito regionale, pena la dispersione di pesanti invettive contro i “piemontesi” di turno, rei di “nutrire pregiudizi antimeridionali”. Oggi quegli stessi dirigenti, spingendo all’estremo il loro ragionamento, si rendono protagonisti di un atto ancor più grave: la secessione del Prc della Calabria, o meglio di una parte consistente di esso, dal resto del corpo del partito. La decisione unilaterale di rientrare nella giunta Loiero, in barba ad ogni tentativo di mediazione da parte del segretario Ferrero e ai ricorsi inoltrati al Collegio di Garanzia, crea un fossato difficilmente colmabile tra la dirigenza nazionale e quella calabrese, che forse anticipa lo scenario politico che l’intero Prc si troverà innanzi in autunno. Con una fazione del partito, quella arroccata su posizioni oltranziste verso la la “costituente di sinistra” e più governiste, pronta a compiere atti di ammutinamento sempre più palesi contro la linea emersa da Chianciano e a lavorare per la costruzione di un soggetto diverso dal Prc. Un soggetto subalterno al Pd, di fatto la sua “ala sinistra”, e pronto ad allearsi finanche con l’Udc di Casini. Di ciò se ne sono resi conto anche numerosi compagni calabresi che, pur non rinnegando nulla della recente battaglia congressuale, dove hanno sostenuto con convinzione il documento Vendola, non intendono seguire Scarpelli, Guagliardi e gli altri nel baratro in cui stanno conducendo il Prc in questa regione. Con questi compagni e tutti gli altri militanti che hanno a cuore le sorti del partito, opereremo in sinergia a partire dal prossimo congresso regionale per ricostruire una Rifondazione all’altezza delle lotte che la vedranno protagonista nei mesi e negli anni venturi.
Omar Minniti, comitato politico regionale Prc Calabria e comitato politico nazionale Prc
Testo della lettera inviata dal segretario del Prc Paolo Ferrero al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
Signor Presidente,
nelle settimane immediatamente successive alle elezioni del 13/14 aprile - che hanno sancito l’esclusione dalla rappresentanza parlamentare delle forze di sinistra - molti esponenti politici di entrambi gli schieramenti hanno notato come questo fatto determinasse un elemento distorsivo nel rapporto tra istituzioni e Paese. E’ infatti evidente che le forze comuniste e di sinistra, pur non essendo rappresentate in Parlamento, sono parte integrante della dialettica politica e sociale del Paese.
Per affrontare questa situazione alcuni esponenti politici del suo schieramento hanno segnalato la necessità di audire, su questioni di particolare rilevanza, le forze di sinistra, al fine di avere un quadro completo delle posizioni in campo.
Vista la volontà espressa dal suo governo di intervenire al fine di modificare la legislazione relativa alle elezioni europee e vista la possibilità che tali modifiche determinino contemporaneamente la riduzione dei diritti dei cittadini di scegliersi i propri rappresentanti e l’espulsione delle forze di sinistra dallo stesso Parlamento europeo, con la presente Le chiedo di avere un incontro ufficiale con i ministri competenti al fine di poter esprimere le posizioni del Partito della Rifondazione Comunista.
E’ infatti del tutto evidente che la modifica della legge per le elezioni europee, non avendo per altro alcuna giustificazione dal punto di vista della governabilità delle istituzioni europee, avrebbe l’unico ma gravissimo effetto di determinare un ulteriore ed inaccettabile distacco tra il Paese reale e la rappresentanza istituzionale. Tale indirizzo è con ogni evidenza del tutto estraneo allo spirito della Costituzione che, affidando al popolo la sovranità, non contempla che questa possa essere conculcata da una oligarchia composta dalle maggiori formazioni politiche.
E’ quindi nella consapevolezza dell’importanza della discussione in corso e della gravità di una modifica non condivisa della legge in questione che Le rinnovo la richiesta di un incontro da tenersi in tempi rapidi.
Certo dell’attenzione che vorrà prestare a questa mia, le invio Cordiali saluti.
Paolo Ferrero
ORA C’E'! versione pdf
FERRERO: LA “NOTIZIA” CHE IL PARTITO VUOLE USCIRE DA TUTTE LE GIUNTE LOCALI E’ FALSA E RIDICOLA, TANTOMENO SCRITTA IN NOSTRO DOCUMENTO.
La notizia che Rifondazione comunista vorrebbe “rompere” tutte le giunte locali nelle quali governa con il centrosinistra è una notizia falsa, completamente e artificialmente inventata. Non so chi l’abbia messa in giro, ma si tratta solo di uno dei tanti, ennesimi, veleni che hanno tentato di non far concludere in modo legittimo, sereno e positivo - al partito della Rifondazione comunista - il suo VII congresso, che si è tenuto a Chianciano. Non ho mai pensato una cosa del genere, non l’ho mai detta, non la farò mai. Soprattutto, non è scritta da nessuna parte nel documento che la nuova mozione nata al Congresso di Chianciano e sulla base del cui programma politico sono stato eletto segretario del Prc. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. In merito alle singole esperienze amministrative locali, valuteremo caso per caso la necessità e l’agibilità della nostra presenza al governo, ove se ne presenterà occasione e modo per discuterne, non certo decidendo, con decisioni unilaterali e onnicomprensive, di uscire da tutte le giunte.
FERRERO, PRC: STRAGE IMMIGRATI E DENUNCE UE FIGLIE DELLA BOSSI-FINI. GIUSTO DIRE, AL MINISTRO DELL’INTERNO, “FASCISTA”, COME E’ ACCADUTO OGGI
Delle due l’una: o ha ragione il ministro dell’Interno Roberto Maroni e la logica di una legge che si chiama, non a caso, “Bossi-Fini” e che questo governo sta applicando integralmente, e dunque è “giusto” che gli immigrati continuino a morire come mosche (è successo anche oggi nel canale di Sicilia), oppure hanno ragione - nell’ordine con cui si sono fatti sentire - Amnesty International, l’Alto commissariato per i rifugiati, le Nazioni Unite, il Parlamento e la Commissione Europea, che ieri, per bocca del commissario ai diritti umani, Thomas Hammarberg, che ha parlato di “raid violenti” contro i rom e gli immigrati, da parte della polizia e dello Stato italiano. Ormai, siamo degli isolati, in Europa e nel mondo. Per fortuna, oggi, durante l’audizione del ministro dell’Interno, l’opposizione – compresa quella che fa capo del Pd – ha avuto un rigurgito d’indignazione, dandogli, senza troppi giri di parole, del “fascista”. Non avrei detto, se fossi stato lì, diversamente.
Ferrero: ora gestione unitaria. Il PRC non torna indietro
Documento Politico approvato al VII Congresso. RICOMINCIAMO: UNA SVOLTA A SINISTRA
Menapace, mi iscrivo al Prc per contribuire a rilanciarlo
Intervista a Paolo Ferrero, Il manifesto del 23-07-2008
Intervista a Paolo Ferrero, L’Unità del 23-07-2008
Intervista a Paolo Ferrero, Il mattino del 29-07-2008
Intervista a Paolo Ferrero, La Repubblica del 29-07-2008
Il video dell’intervento di Paolo Ferrero al VII Congresso PRC
















