Categoria Api

Lettera aperta dell’Assessore regionale Marco Amagliani ai lavoratori dell’Api di Falconara.

La strategia aziendale della raffineria Api, contenuta nel piano industriale presentato ai sindacati, prevede la riduzione di 140 unità di personale presso la raffineria di Falconara. L’amministratore delegato dell’Api lo ha ripetuto anche nel corso dell’audizione presso la Commissione consiliare regionale, precisando che la riorganizzazione dell’impianto andrà realizzata a prescindere dalla sorte delle progettate centrali elettriche. Le cronache quotidiane, dominate ormai da tempo dai numeri  sulle crisi aziendali, non aiutano purtroppo a chiarire che per l’Api non si tratta affatto di un’azienda in crisi.

La raffineria, secondo la recente accreditata classifica della Fondazione Merloni occupa stabilmente il 9° posto per fatturato tra le prime cento aziende marchigiane e, contrariamente alla stragrande maggioranza delle altre, ha visto il proprio volume di vendite crescere nel 2008 del 13% rispetto al 2007.

Dunque la scelta è quella di abbattere, attraverso i licenziamenti, i costi di produzione dei prodotti petroliferi. Ma è poi vero che la stessa produzione si può fare con 140 lavoratori in meno? Probabilmente si, se si decide di lavorare di più e in condizioni più precarie. La produttività, appunto!

Attenzione però, la raffineria non è una fabbrica come le altre, è catalogata dalla legge come impianto a rischio di incidente rilevante, tanto che l’area su cui sorge, e quella circostante, è classificata dal ministero dell’ambiente come sito inquinato di interesse nazionale.

L’impianto prescrittivo ed il protocollo d’intesa che l’Api ha sottoscritto con la Regione all’atto del rinnovo della concessione prevedono al contrario una serie numerosa di prescrizioni che la raffineria deve rispettare se vuole convivere con il territorio, prescrizioni che si traducono nella necessità di investimenti continui e consistenti per la manutenzione, per il miglioramento delle tecnologie, per il monitoraggio e la bonifica dell’ambiente in cui è inserita e che in tutti questi anni ha danneggiato. Con 140 lavoratori in meno questa convivenza diventa più pericolosa.

Io penso allora che il confronto con l’Api debba svilupparsi sugli impegni che la raffineria deve mantenere, a partire dalla bonifica del sito e da una manutenzione dell’impianto più efficiente.

Su questo terreno, da subito, c’è lavoro per tutti, sapendo però che in cima alle priorità della Regione non ci sono i profitti dell’Api bensì la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e la tutela dell’ambiente.

Ecco i motivi per i quali condivido tutte le vostre preoccupazioni e sostengo con convinzione la vostra lotta.

 

Marco Amagliani

Assessore all’Ambiente della Regione Marche

Audizione in Consiglio regionale dell’Amministratore delegato dell’Api. Brandoni: “l’Api non tiene conto degli impegni sottoscritti”.

L’audizione in terza commissione dell’Amministratore Delegato dell’API Dott. Cogliati è stata l’occasione per conoscere il punto di vista dell’azienda sul suo progetto di riorganizzazione delle attività della raffineria. La relazione dell’A.D., pur priva di indicazioni precise relative al piano industriale, ha evidenziato la volontà dell’azienda di procedere a una riorganizzazione tutta centrata sul potenziamento dell’attività di raffinazione. Tutto ciò evidentemente senza tener conto degli impegni che l’azienda ha sottoscritto con gli enti pubblici, e in particolare la Regione, all’atto del rinnovo della concessione per la raffinazione. Era scritto in quel protocollo, e chiaramente, l’impegno dell’azienda a presentare piani di sviluppo industriale in forma periodica e confrontarli con la regione con l’obiettivo dichiarato di un sviluppo che configurasse “il sito come polo energetico ambientalmente avanzato anziché come raffineria tradizionale, in linea con gli indirizzi e le previsioni del PEAR, salvaguardando i livelli occupazionali e favorendo, a parità di condizioni, i rapporti con le imprese locali e regionali”. Parole inequivocabili che obbligherebbero, eticamente prima ancora che in via amministrativa, ad una progettazione e ad un piano industriale che guardi, insieme alla raffinazione, allo sviluppo delle energie rinnovabili. Di tutto ciò nelle dichiarazioni dell’A.D. Non c’è traccia. Toccherà quindi alla Regione agire per il rispetto di quel protocollo in maniera più cogente ed efficace di quanto sinora fatto. E’ evidente che sul tavolo dei prossimi incontri il protocollo d’intesa firmato nel 2003 dovrà essere pietra angolare del confronto tra la Regione, le organizzazioni sindacali, gli enti locali e l’azienda perché proprio il rispetto di quel protocollo può consentire un percorso che garantisca, oltre che l’occupazione, un processo di riconversione che dia risposte ai disagi e ai bisogni ambientali dell’area AERCA.

 

Giuliano Brandoni

Capogruppo PRC Consiglio regionale delle Marche

Raffineria Api: si deve fare chiarezza sugli annunciati tagli al personale.

Solo pochi giorni fa, la Raffineria API di Falconara Marittima ha comunicato ai suoi dipendenti ed all’intera comunità marchigiana, l’imminente presentazione di un piano industriale che sostanzialmente prevede il taglio di 140 unità lavorative di cui oltre 100 nel settore operativo, quindi presso gli impianti.

Oltre alla mai scontata solidarietà per le giuste rivendicazioni dei lavoratori, ritengo sia assolutamente doveroso che si faccia chiarezza attorno alle reali intenzioni dell’Azienda, alle ripercussioni che ne deriverebbero, sia in termini di mantenimento dei livelli occupazionali, sia in tema di sicurezza e sostenibilità ambientale interna ed esterna all’Azienda che potrebbero essere ancora più a rischio con la riduzione di personale.

Ho cercato nel tempo, come Amministratore pubblico ai vari livelli istituzionali, di affrontare le tematiche legate alla difficile convivenza tra la Raffineria e la città di Falconara. Un impegno caratterizzato da riconoscimenti, ma anche da tante incomprensioni che mi hanno insegnato a ritenere ormai inevitabile il metodo del confronto tra le parti, rifuggendo luoghi comuni, condanne senza appelli, il dileggio.

Le dichiarazioni di Cogliati, Amministratore Delegato dell’Azienda, peraltro incontrato personalmente assieme al Presidente Spacca, hanno senza dubbio fatto giustizia in merito alla netta separazione tra la questione legata all’autorizzazione delle due Centrali ed il piano di riconversione industriale che porta con se i 140 esuberi di personale.

Ritengo però che molti margini di ambiguità rimangano ancora, pertanto è auspicabile fare chiarezza al più presto, magari attorno ad un tavolo dove esplicitare le intenzioni e le posizioni di tutti i soggetti che a vario titolo hanno avuto od abbiano responsabilità e competenze in merito alla vicenda API. Ciò per evitare scorrette interpretazioni che generano equivoci o si prestino ad essere travisate o strumentalizzate per finalità che niente hanno a che vedere con la salvaguardia dei posti di lavoro e tanto meno con la sicurezza e la sostenibilità ambientale.

Con massima collaborazione e volontà di chiarezza assicuro la mia totale disponibilità al confronto pubblico proposto dal Segretario provinciale di Rifondazione comunista di Ancona, Massimo Marcelli Flori, con l’Amministratore Delegato Cogliati ed il Sindaco di Falconara Brandoni, nella convinzione che il metodo più giusto per restituire dignità alla politica, sia la ricerca del confronto e la partecipazione.

 

Marco Amagliani

Assessore all’Ambiente della Regione Marche

Comunicato stampa su tagli all’organico API

I tagli al personale della raffineria di Falconara, annunciati dall’Amministratore Delegato di API Raffineria SpA, non possono essere gestiti come una normale ristrutturazione aziendale perché forti sono le questioni che intrecciano organico e sicurezza, ambientale e degli impianti, in una realtà industriale che lavora prodotti petroliferi e che ha dimostrato, con i ripetuti e anche gravi incidenti e con i frequenti guasti avvenuti negli ultimi anni, il suo livello di pericolosità. E’ partendo da questa convinzione – e dalla necessità che si chiariscano anche le reali intenzioni dell’API, intesa come gruppo industriale dagli interessi diversificati di cui la raffineria di Falconara è un braccio operativo di settore, sul futuro del sito falconarese e all’interno di quale strategia industriale questo si collochi – che abbiamo presentato oggi una mozione che impegna la Giunta regionale a farsi parte attiva per la costituzione di un tavolo in cui l’azienda discuta con le istituzioni e le organizzazioni sindacali gli scenari che interessano, per l’oggi e per il futuro, la raffineria di Falconara soprattutto per ciò che concerne gli aspetti occupazionali e le tematiche della sicurezza e della salute dei lavoratori e dei cittadini.

 

Giuliano Brandoni

Capogruppo PRC-SE in Consiglio regionale

 

Cesare Procaccini

Capogruppo PdCI in Consiglio regionale